
Dall' 8 ottobre 2009 fino al 26 si svolge la mostra di Kitascima a Santracangelo di Romangna,piccolo comune in provincia di Rimini. Sono state esposte tele che avete già visto ma anche qualche tela inedita.
Oltre al tema femminile con i suoi sentimenti è stato dato uno spazio alla poesia dialettale romagnola scritte da Kitascima e affiancate alle famose teglie di Montetiffi decorate ...
Vorrei proporvi una poesia in dialetto di Tonino Guerra da : " Il miele " 1982...Cantèda òng
Du dè fa ch'l'era la pròima dmènga
d'novembar
u i èra una nebbia ch'la s taièva se curtèl.
I èlbar i èra biènch ad broina e al strèidi e la campagna al parèvaquèrti d'lanzùl. Pu l'è avnù
fura è sòul
ch'l' à sughè l'univèrs e sultent agli òmbri
agli è resti bagnèdi.
Pinèla è cuntadòin è lighèva al vòidi
de filèr sa degli èrbi sècchi ch'è tnèva tra gli urècci.
Intènt ch'è lavurèva me a zcurèva
d'là zità ,
dlà mi vòita ch'l'era pasa t'un balèn
e ch' um fèva paèura la morta.
Aloura l'a fèrum tott i rumeùr
ch'è fasèva sal mèni
e sòul adès u s'è santoi un gazòt ch'è cantèva
a là dalòng .
U m'à dètt : parchè paèura?
La morta l'a n'è mèga nuiòsa,
la vèn una vòlta snò .
( traduzione)
Canto undicesimo
Due giorni fa era la pima domenica di novembre
e c'era una nebbia talmente fitta che la si tagliava con il coltello.
Gli alberi erano bianchi di brina e le strade e la campagna
sembravano ricoperti da lenzuoli. Poi è venuto fuori il sole
che ha asciugato l'universo soltanto le ombre
sono rimaste bagnate.
Pinèla il contadino legava le viti nel filare con dei fili d'erba secchi
che teneva sulle orecchie.
Intanto che lavorava io parlavo della città,
della mia vita che era trascorsa veloce come un baleno
e che mi faceva paura la morte.
Allora ha fermato tutti i rumori che stava facendo con le mani
e solo allora si è sentito un uccellino cantare da lontano.
E mi ha detto : perchè paura?
La morte non è noiosa
arriva solo una volta .
Nonostante verso la vecchiaia si facciano dei bilanci sulla propria esistenza la morte non è vista come un evento negativo da parte del poeta. Egli ha paura di tutto quello che si ripete, vede come noioso tutto quello che avviene più volte ma non certo un momento così unico come quello del trapasso. C'è la voglia di esorcizzare un passo inevitabile a cui nessuno può esimersi di " vivere " dando, anzi, una chiave di lettura nuova e divertente; della serie : meglio vedere il bicchiere mezzo pieno. La morte ti fa paura? non ti piace? non vorresti mai morire temendo di provare dolore o sgomento ? tranquillo! sia quel sia, avviene comunque una sola volta.



















La posa è però "aperta",non nasconde nulla di se, perchè non vi è timore del proprio io, della propria nudità interiore, delle proprie debolezze. Vi è solo la voglia di non rivelarle a tutti incondizionatamente ... Ecco un'altro contrasto : il giallo che cerca di distrarre l'osservatore e la posa, spavaldamente invitante, che racconta di coraggio e consapevolezza senza timidezza.
























































